Arte Cultura e Società

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Sardegna24 – Culture 24 – 10 dicembre 2011

Teatro di Guerra a Cagliari, nel nome di Anna Politkovskaja
“Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare, l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede” (A. Politkovskaja)
I reportage disegnati incominciano a diventare una sorta di (bella) consuetudine nel mondo in ascesa delle graphic novel. Un linguaggio che si spinge sempre più spesso a raccontare scenari di guerra attraverso un metodo caro al giornalismo: quello di consumare la suole delle scarpe, andare nei teatri dei conflitti, raccogliere informazioni, parlare con le persone, e vedere coi propri occhi quello che accade. Come dire, un modo di coniugare rigore giornalistico e narrativo con la potenza espressiva delle immagini, che registrano e in qualche modo modellano, filtrano, l’argomento raccontato. (...)
Andrea Tramonte

L’Unione Sarda– 25 giugno 2012

Donne nell’inferno di famiglia
L’aspetto paradossale è che una donna accetti di essere picchiata. Ancor più che si vergogni di denunciare il suo aggressore. Quando poi a suggerire il silenzio sono la famiglia o le amiche della vittima, non si capisce cosa sia più raccapricciante: la violenza o l’amore. Già perché a dirti di stare zitta e tollerare l’intollerabile, sono le persone che ti vogliono bene, o così dicono.
L’efficacia di Crimini Coniugali, lo Spettacolo-Conferenza dell’Associazione Artifizio, andato in scena nei giorni scorsi al Ridotto del Massimo a Cagliari, sta proprio nello svelare l’origine della violenza. Che è un modo di pensare comune. Ci sono i forti e ci sono i deboli, le persone adeguate e le inadeguate. Non ci sono le persone e basta, ognuna con le proprie caratteristiche. Non c’è l’idea che un reato è tale indipendentemente dalla personalità della vittima. (...)
Franca Rita Porcu